Per gli altri
Donare il sangue significa salvare delle vite. Se nessuno lo facesse,
molti malati di leucemia non potrebbero sopravvivere e le persone in
gravi condizioni dopo un incidente non avrebbero speranza.
Il sangue
che offri può servire ai pazienti che subiscono un'operazione chirurgica;
nel corso di qualsiasi intervento può diventare necessario, a giudizio
del medico anestesista e dei chirurghi, trasfondere al paziente globuli
rossi concentrati o plasma o talvolta piastrine.
Per te stesso
Ogni volta che si dona i Centri effettuano un controllo costante del nostro stato di salute, attraverso la visita sanitaria e gli esami di laboratorio. Si ha così la possibilità di conoscere il nostro organismo e di vivere con maggiore tranquillità, sapendo che una buona diagnosi precoce eviterà l'aggravarsi di disturbi latenti. Inoltre può capitare a tutti di subire qualche operazione o per qualche altro motivo avere necessità di una trasfusione.
Perché il sangue artificiale non esiste
Al momento la scienza non è riuscita a creare un sostituto del sangue; la ricerca in questa direzione è attiva da oltre sessant'anni, ma i risultati non sono ancora soddisfacenti. Per chi ne ha bisogno al momento non c'è altra possibilità che affidarsi ai donatori, alla loro solidarietà, al loro buon cuore.
Per l'autosufficienza nazionale
Il fabbisogno italiano di sangue intero, secondo le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità, è calcolato in 2.300.000 unità, mentre quello del plasma è di 850.000 litri. Per raggiungere queste cifre i donatori dovrebbero essere almeno 1.300.000. Siamo ancora molto lontani da questa cifra e perciò dall'autosufficienza, specie per i plasmaderivati. Per coprire il fabbisogno è necessario ricorrere all'importazione di plasma e di emoderivati che non sempre sono ottenuti da donatori volontari periodici.
